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Cerasa: "Cosa complica il rapporto tra il Pd e Monti"

23 Dicembre 2011 alle 18:00

Mamma mia, quanto vetero vecchiume, quanto odore di muffa, quanta ideologia, quanto nominalismo d'accatto nelle dispute tra massimalisti e riformisti del Pd. In realtà è la lotta per il controllo del partito e per quel fine tutto fa brodo. Comunque, finché al suo interno ci sarà una parte che si domanda se il governo Monti possa essere considerato "il nostro governo" oppure no, erompe la percezione che siano lontani dall'aver compreso cosa significhi "governare" nel mondo globale del 2011 e, anni luce distanti dalla cultura di un "partito di governo". La sponda, reciproca, tra questa parte del Pd e la Cgil, che non ha e non deve avere cultura di governo, è la riprova dell'esistenza degli anni luce. Il buffo, allargando l'orizzonte, così, per uscire dalle minuterie quotidiane, è che non si tratta di una vera complicazione se la si astrae da piccoli interessi, egoismi e vanaglorie, ma il perenne svolgersi della umana vicenda. Questa realtà che non piace non è altro che il risultato di tutto quello che hanno pensato e fatto quelli che ci hanno preceduto e che di volta in volta, certi delle loro ricette volevano cambiare la realtà che non accettavano. Poi, la natura dell’uomo, la forza delle cose, il mondo, il tempo, fate voi, hanno sempre fatto un frullato del tutto e ce lo hanno servito: ma il sapore non piace mai. Ovvio. Un frullato che piaccia a tutti è come l’Idea hegeliana: irraggiungibile. Ed è bene che sia così. Certo, di volta in volta qualcuno, sia pure per opposti motivi, ci rimane male. Però la vera complicazione, chiamiamola così, è quella che investe tutta quanta la nostra politica e il suo "modus vivendi atque operandi", altro che Pd. Per cui, benedetta la complicazione se servisse a scomplicare qualcosa.

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