cerca

Gli stati instabili di aggregazione della materia

22 Dicembre 2011 alle 15:30

Dicesi "stato di necessità" la condizione instabile della materia per cui, senza una misura scientificamente ed oggettivamente rilevabile e in assenza di dati sperimentalmente replicabili, un gruppo di accademici valuta che il passaggio al successivo "stato di indigenza" non genererà alcuna reazione esotermica di rilievo negli atomi investiti dal fatto. Si presume che la mancata produzione dell'energia distruttiva sia da addebitarsi al ruolo anabolizzante di una serie di circa mille minerali facies bronzei, appartenenti alla classe "pol" sottospecie "itica", aggregati laterali delle cosiddette “camere di compensazione” dell’esperimento. Tali minerali, seppur in qualità di inerti, sembra che abbiano garantito agli indigenti, subito dopo questo primo test, la certezza di una loro forte crescita. Soprattutto quantitativa. Nella pubblicazione su “Nature”, il capo dell’equipe di accademici sposa questa tesi. Suggerisce altresì che l’ulteriore passo in avanti richiesto dagli inerti, verso una forte crescita degli indigenti, vada sostenuto ed esaudito. “Bisogna però muoversi con i piedi di piombo - ha accennato – altrimenti la rarefazione della classe benestante, dalla quale attingeremo a man bassa per far crescere a dismisura gli indigenti, diviene merce così rara, che saremmo costretti, per alimentare l’esperimento, a rivolgerci addirittura agli abbienti. Che come si sa è un aggregato estremamente più sofisticato e materia assolutamente impermeabile ai cambiamenti di stato". Insomma, se non hai più una lira per il cibo, prima che te lo pignorano e che tu cambi stato di aggregazione senza neanche accorgertene, non pensarci troppo, mangiati il frigorifero. E gli inerti che ci stanno dentro.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi