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Aborto e democrazia

21 Dicembre 2011 alle 12:30

In Cina ci sono mediamente 35,000 aborti forzati ogni GIORNO, 13 milioni OGNI anno, la meta' in base al sesso del nascituro. 500 donne commettono suicidio ogni giorno, il 56% di tutti i suicidi da parte di donne nel mondo. Se non si fa in tempo a farle abortire c'e' sempre l'infanticidio. Le donne cinesi per istruzione scolastica sono al 107 posto al mondo, dopo la Mauritania e l'Iran. Chi in qualche modo riesce ad avere un secondo figlio deve pagare enormi multe, il figlio non sara' registrato e perdera' ogni diritto all'assistenza sanitaria, non potra' andare a scuola e compagnia bella, insomma un paria. Ci sono 300,000 persone addette a controllare la politica del figlio unico, le donne che vivono fuori dalle citta' sono costantemente sottoposte a visite ginecologiche per verificare che non abbiano avuto figli recentemente. Non singoli i casi di nascituri di 8 mesi avvelenati nel grembo materno. Fin qui il dramma della Cina, poi pensi all'Italia e capiti a leggere uno di quei forum frequentato dalle quattordicenni: la pillola del giorno dopo considerata come una caramella che fa venire il mal di pancia, l'aborto come un'attivita' spiacevole, un effetto collaterale di qualcosa di altrimenti divertente. In Italia non c'e' bisogno dell'aborto di Stato cosi' come altre grandi democrazie mondiali, certo raccapricciante l'aborto imposto, ma infernale quello volontario.

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