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Diatriba tra sindaci

20 Dicembre 2011 alle 12:30

E pensare che Pistoia e Treviso farebbero parte, secondo la Lega, di uno stesso territorio denominato Padania. Magari nella fantasia, ma resta il fatto che la Lega in cuor suo e nella propria idea di territorio italiano e padano farebbe rientrare anche la Toscana dalla quale pare che il rispetto non si sappia neppure cosa sia. Parliamo di una diatriba tra sindaci - che già per una questione di solidarietà tra colleghi non dovrebbe sussistere - e nello specifico tra il sindaco di Pistoia, Renzo Berti, e il sindaco di Treviso, Gian Paolo Gobbo, noto per le sue strenue battaglie in materia di immigrazione e di sicurezza. E' accaduto che Berti ha pronunciato una frase antipatica per non dire irrispettosa nonché falsa nei confronti di Gobbo: "A Treviso bruciano i barboni", frase che ha suscitato le ire di Gobbo che ha minacciato di querelarlo rispondendo di essere addolorato in quanto "è stata trasmessa un'immagine primitiva, razzista e falsa della nostra città". Si sa che Gobbo ha fatto sempre un buon lavoro sul tema immigrazione e ha firmato un'ordinanza che vieta l'accattonaggio sul modello finlandese che combatte per arginare la criminalità organizzata. Gobbo si vede ferito perché viene tacciato di violento. La replica di Berti?" Intendevo dire che in quella città e in generale nelle altre a guida leghista non c'è di solito un atteggiamento molto accogliente nei confronti degli stranieri". Risposta che mi dispiace ma non convince e anzi turba perché se fosse stata pronunciata dalla parte avversa di centro destra sarebbe scoppiato il finimondo anche in quel di Pistoia o di Treviso.

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