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L'uomo nero e Napolitano

15 Dicembre 2011 alle 17:15

L'uomo nero di Firenze ha sparato a quei due poveri senegalesi, ma in effige ha sparato alla insopportabile insulsaggine e violenza del pensiero politically correct che da decenni a viva forza e con ogni mezzo ha voluto, non riuscendoci del tutto,e vuole imporre alcuni bei e democraticamente santi principi su immmigrazione e dintorni, su come si debba sentire riguardo al romeno, al marocchino, al nero etc. Ha sparato contro tutti i propagandisti bacchettoni, che con faciloneria e disinvoltura giacobina si vedono a spese altrui il bel film della contaminazione, dell'impare ed arricchirsi con il diverso, con l'altro et nobili altri similia, nei loro spendidi salotti radical-chic, hanno imposto e vogliono imporre alcuni profondi moti dell'animo atavici ed istintivi, e quindi anche contro il vecchio del Colle che non la smette tra un predicozzo da sacrestia para-comunista ed un Galà scaligero di annoiare e irritare milioni di italiani. Tra questi prima o poi si troverà quello che non ce la fa più e decide di chiuderla in bruttezza. Stiano quindi assai attenti i sacerdoti laici della imperante sensibilità, chè prima o poi si troverà quello che sparerà a D'Alema o Fini, a Scalfari o Lerner, e così via dicendo.

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