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E’ bancarotta, bellezza

14 Dicembre 2011 alle 17:50

A Trento la ragazza che abortisce, non è un evento “strano”, ma il rivolgersi all’autorità giudiziaria per imporre l’aborto è realmente un passaggio dalla libertà all’obbligo dell’aborto. Un altro caso recente, quello di Torino, vede una ragazza accusare una rom di stupro: tutto falso. Alcune centinaia di cittadini si riunisce ed effettua un pogrom contro gli zingari. Qui l’autorità giudiziaria è esautorata e si procede alla giustizia sommaria, come a Firenze. All’inizio fu accoglienza, poi diffidenza, poi xenofobia infine razzismo esplicito. Mi colpisce molto l’assoluta interpretazione a capoccia della giustizia. Io non credo al caso, né all’ineluttabilità del destino, ciò significa che il sistema Italia è fallito. IL governo tecnico (che non ha colpe), altro non è che il fallimento della politica. Qualcuno affermerà che è norma prevista dalla costituzione. Risposta: se la carta fondamentale prevede la sospensione della democrazia, significa che non è una buona costituzione. Abbiamo superato quel limes, che ogni partito e classe politica dovrebbe evitare come la peste. Non dobbiamo stupirci dei bombaroli anarchici: riempiono in modo distruttivo, come a Trento e a Torino, il vuoto di una società incapace di trasformarsi e d’essere non giusta, che è impossibile, ma equa e vivibile, senza solidarismi a senso unico né ideologie asfittiche. L’uccisione dell’innocente, visto come obbligo, la sospensione della democrazia, dopo una guerra civile fra le fazioni, sono tessere di uno stesso mosaico fallimentare.

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