cerca

Lavoro e onestà

13 Dicembre 2011 alle 09:30

Una onorevole Pd (ma poteva essere di qualunque altra lobby partitica), si è lamentata per le riduzioni subite di mille euro dal 2008, spiegando che "L'indennità serve perché chi non è ricco possa fare politica". Giusto: ha scoperto l'acqua calda! Ed ora tutti non possono non saperlo e nessuno dovrebbe più infierire contro la (povera) casta. Ma i "castosi" lo sanno che l'indennità dovrebbe servire per fare politica e non per arricchire? Lo sanno che c'è gente (e tanta) che dovrebbe vivere con 600 euro al mese e che loro prendono 20-30 volte di più? Che per fare politica basterebbero solo gli annessi e connessi (si dice benefit?) che si sono autocorrisposti, ridotti a un quinto (volendo essere generosi)? E che, al termine del mandato democratico, dovrebbero continuare nel loro lavoro (se ne avevano uno) fino a maturare la pensione, come tutte le persone per bene? Diciamo che 3 mila euro al mese siano più che sufficienti e, ad abundantiam, si potrebbe aggiungere un forfettario di mille per esigenze particolari. Naturalmente tale discorso non è che valga solo per loro: non si sono agganciati agli stipendi dei magistrati? E perché, sia nel pubblico che nel privato, c'è gente che prende anche più di loro? E perché se i super dirigenti devono essere licenziati per incapacità a raggiungere gli obiettivi devono avere liquidazioni da nababbi? Unica la liquidazione, unica la pensione. Solo per il lavoro la remunerazione dovrebbe essere differenziata, per una questione d'ordine: un 10% di differenza fra le diverse categorie sarebbe più che sufficiente! Se poi un Marchionne salva un'azienda decotta... si potrebbe giustificare anche una differenza del 100% (ma anche del 200%)! Lo so, se esistessero ancora i manicomi, vi sarei spedito per via prioritaria.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi