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Ave Merkel, morituri te salutant

13 Dicembre 2011 alle 09:00

In origine fu Prodi (poteva essere un altro) che senza consultazione referendaria c’introdusse nell’euro in malo modo, visto il rapporto lira-euro. Oggi un esercito di tecnici e giuristi tenteranno di equilibrare i dissapori in casa Merkozy, al fine di armonizzare la fiscalità di ventisei paesi, e servirà a poco. Si svende sovranità, e non importa se per fare di necessità virtù. Si calpesta, platealmente, il principio secondo cui lo stato è dei cittadini e non di altri, si chiami Monti o chi si vuole. Il popolo sovrano, come recita la costituzione, è solo una comparsa all’uopo licenziabile. La “Magna charta” è zeppa d’articoli ben scritti ma ornamentali come un ikebana, interpretabili a capoccia o, per i più colti, attraverso raffinati estetismi giuridici, con risultati spesso dubbi. Paese strano il nostro, permette referendum idioti come quello sull’acqua, e non ammette referendum per la cessione di sovranità. Ieri il plauso dei Merkozy alle manovre greche, ha significato la fine dell’Ellade; in sostanza un eutanasia assistita, vista Mediterraneo. Ora applaudono noi, previa Monti. Noi da intendersi come libera interpretazione a capoccia (mica sono Zagrebelsky) del governo attuale. Sono preoccupato e a me questi applausi ricordano i greci, e più me li ricordano e più sento la sfiga avvicinarsi. Quanto invidio l’Inghilterra, che butta all’aria il tavolo e resta indipendente. Niente Europa, siamo inglesi.

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