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Siamo alla vigilia di una nuova era della ripresa terroristica?

12 Dicembre 2011 alle 20:00

Dove fallisce la politica, come negli anni settanta,si aprono spazi alla rivoluzioni armate.Aver abdicato alla " lotta " politica contro le banche, il sistema finanziario in genere e contro i soprusi che ne conseguono, genera inquietudine, sofferenza,disperazione e rabbia. Tali stati d' animo non sono affrontabili, come avviene oggi in mezza Europa,con la politica dei tecnici nominati dalla finanza. La risposta deve essere politica. E politica con la consapevolezza, che esiste uno stato, con una costituzione e con dei cittadini che sono sovrani anche nel decidere se fare o non delle scelte importanti. In questo istante in Italia, e in qualche altro paese nel mondo,ci sono milioni di cittadini prigionieri e ricattati da un sistema finanziario che ha preso il sopravvento. Quindi i segnali delle bombe alle banche , all' agenzia delle entrate, e le violenze sui protestanti vari, sono indizi , stante alle avvisaglie con la comparsa di varie sigle anarchiche,che portano dritto alla nuova strategia della tensione. Molti politici e istituzioni finanziarie hanno sottovalutato, sbagliando,i giovani che protestato civilmente e ordinatamente. Tutti sappiamo, ed è scritto nella storia, che quando si passa la misura la protesta non è credibile se non sfocia in rivoluzione e violenza. Spero che i politici si rendano conto e prendano per mano il paese e concertino con i cittadini la strada da percorrere, anche quella più dura e difficile, tenendo ben presente che esiste uno stato, un parlamento e delle istituzioni sovrane a prescindere dal debito che abbiamo. Smettiamola di pensare che i debiti sono sovrani e i cittadini sudditi!

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