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I costi della casta

12 Dicembre 2011 alle 14:00

Gentile direttore, riguardo i costi della “casta” io la penso così: chi fa bene il lavoro di parlamentare guadagna troppo poco (soprattutto se prima faceva un lavoro più remunerativo), chi lo fa male guadagna troppo (soprattutto se ha sempre vissuto di politica). Poiché la distinzione tra le due categorie non è valutabile con criteri oggettivi, potremmo accontentarci almeno di queste modifiche: 1 – tutti i parlamentari che vengono condannati per un qualche reato perdono automaticamente il diritto alla pensione da parlamentare e ai benefici acquisiti. 2 –dimezziamo il numero dei parlamentari, cosa che, oltre a consentire risparmi certi, probabilmente permetterebbe al parlamento di funzionare meglio e risolverebbe alcuni problemi riguardo la legge elettorale (se si eleggono meno rappresentanti la semplificazione del quadro politico è conseguenza logica, se non si ampliano i collegi). 3 – leghiamo la remunerazione di consiglieri regionali, provinciali e comunali ad una tassa specifica e territoriale, immediatamente identificabile dai cittadini. Chi non vuole ridurre il numero di consiglieri e amministratori è bene che sappia esattamente quanto gli costa. Troppo semplicistico?

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