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Il profeta a cottimo

10 Dicembre 2011 alle 09:00

Però la manovra del governo non è stata accolta da cori di giubilo, soprattutto a sinistra. «Difficile gioire quando bisogna sacrificarsi. Ma bisogna rendersi conto che eravamo arrivati a un punto di non ritorno grazie a Berlusconi. Oggi sembra che Berlusconi sia un fenomeno di cent'anni fa, invece è stato capo del governo fino all'altro ieri. E per tre anni ha fatto finta che la crisi non esistesse». Lo spocchioso Massimo si atteggia a saggio Machiavelli e trascina nella polvere il solito Berlusconi. Il punto di non ritorno (ereditato) era inseguito da Berlusconi da un po’ di anni, e sindacati e Ds (l’uomo di Bettola) hanno fatto di tutto per frenare la corsa verso il fallimento. La verità è che gli sfrenati Bersani, Finocchiaro e Di Pietro, Bindi, Franceschini, Casini, Fini, Rutelli e compagnia, sostenuti dal Vendola come supporto ozioso, hanno coperto Berlusconi di contumelie e oscenità a vagonate, diffamando il Cavaliere per esautorarlo. Non solo in Patria, ma anche sulla scena internazionale. Non tralasciando però che, anche il Cavaliere, c’ha messo del suo per screditarsi sulla scena cosmopolita. Amen! Cosa fatta capo ha. Ma facesse almeno un favore il Massimo ciarliero: tacesse! Le balle sono già prorompenti.

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