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La supertassa sugli yacht: che asineria!

9 Dicembre 2011 alle 11:30

Premesso che non ho mai posseduto neanche un canotto, credo che la pensata della supertassa sugli yacht sia la dimostrazione più evidente che, se è vero, come diceva Clemanceau, che "la guerra è una cosa troppo seria per farla fare ai militari", è ancor più vero che "il risanamento economico dell'Italia è una cosa troppo seria per farlo fare ai professori della Bocconi". Briatore ci ha spiegato con lucidità che, per incassare circa 200 milioni di euro di supertassa, l'Italia ne perderà almeno il triplo. Verrà messa in ginocchio l'industria cantieristica da diporto, che è leader in campo internazionale, verranno messe in crisi tutta una serie di attività collegate all'indotto. Moltissimi saranno i licenziati e lo Stato italiano dovrà intervenire con sussidi e cassa integrazione. Ne godranno i Paesi nostri concorrenti come Grecia, Spagna, Francia, Croazia. In definitiva un flop pazzesco pagato per poter dire a decine di milioni di poveracci effettivamente tartassati: "vedete anche i ricchi piangono"! Se siamo arrivati a questo, parafrasando quello che diceva in Amici Miei il figlio del Perozzi a proposito del conte Mascetti ("io dico che codesto conte o è un gran bugiardo o s'è ridotto proprio come un disperato"), mi viene da dire che "codesti Professori o la laurea in economia non l'hanno mai conseguita o sono degli asini patentati".

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