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Echi del nuovo Mediterraneo

9 Dicembre 2011 alle 16:30

L’Egitto è l’ultima pedina, quella su cui si è riversata la turbinante estasi delle insurrezioni arabe. Al gioco abbiamo partecipato anche noi occidentali. Nel modo peggiore. Siamo stati sinceri: abbiamo gioito di fronte a un popolo voglioso finalmente di essere vivo. Siamo stati sleali: anche qui abbiamo usato il luccichio della democrazia senza interpretare veramente le istanze della gente. L’Egitto si ritrova con l’amara sorpresa di giudicare un’effige del vecchio potere mentre quello reale non si è spostato di un nulla. L’esercito, vero padrone dei destini di tutte le Afriche, ancora tiene in mano la società e le file elettorali non garantiranno ancora il rovesciamento della Storia. Gli egiziani si accorgono adesso che Mubarak era solo l’uomo scelto per raffigurare un governo e un’autorità. Caduto lui, il comando non è scemato. E nell’adiacente Libia si è compresa tutta la lungimiranza di Gheddafi nel proposito di non possedere un esercito. Nessun inutile pacifismo. Semplicemente la preoccupazione che nel turbolento mondo africano la presenza di truppe è la cartina al tornasole per ogni possibile rovina. In Grecia le fondamenta le scuotono i governi, non le persone. Un Paese così dedito alla socialità viene tradito dall’incapacità di far fronte ad un rovesciamento della fortuna. Con il più grave degli errori: chiedere un buon consiglio all’Europa, ormai in balia dei banchieri e dei falliti economisti. Le famiglie greche spendono un terzo delle loro risorse per vedere istruiti i figli con la comune speranza di vederli perfezionare una nazione sgangherata. La lezione da imparare quest’anno sarà accettare la perdita di ogni garanzia di sussistenza, l’abbandono di diritti acquisiti nei decenni, la privazione di misure sociali destinate a rendere migliore la vita. Qualcosa di tutto questo si specchia nelle nostre vicende. Sarà il mare in coabitazione. Sarà la tensione di non capire come meglio agire per il futuro. Sarà che la nostra soluzione ha un nome: Monti.

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