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Traiano e la vecchietta

7 Dicembre 2011 alle 17:30

Mi si è accostata una povera vecchietta, ben conosciuta, stendendomi dignitosamente la mano e chiedendomi un'elemosina e poi mi ha sussurrato: "devo pagare la luce, per 36 euro mi hanno tagliato la corrente, ormai che vivo a fare? Meglio morire!" Questa è l'Italia! Sopportare la miseria è una virtù stoica e storica, se il differenziale tra ricchi e poveri diventa insuperabile innesca nella parte limbica del cervello stimoli ad uscire di scena, perché la natura non sopporta la sopravvivenza dei più deboli. Le cronache discutono sulla morte assistita di Magri, un sedicente Trasea democratico, che chiama le telecamere al suo funerale e gode della pietà dei suoi compagni militanti, mentre il proposito di quella vecchietta sarà per sempre sconosciuto, se non da chi sente il cuore punto dalla pietà e riconosce nella miseria di suo fratello la sua propria (il prossimo non è il vicino, ma il me stesso speculato nell'altro). Tale percezione appartiene alla natura regale del potere, non a quella tirannica tecno-democratica ; Procuste fu il primo ministro dei tagli lineari e indiscriminati del potere tirannico. Quello che si insegna a scuola non serve nella vita, stia bene attento Monti a non confondere i due piani, perché che la vita sia l'arte(economica) è un estetismo ricorrente storicamente di cui abbiamo fatto già dolorosa esperienza.

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