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Lettera aperta al Ministro Fornero

7 Dicembre 2011 alle 07:30

Mi perdoni, Ministro se le Sue lacrime non mi hanno commosso. Vorrei che prima provasse a vivere con una pensione di 500 euro, una figlia disoccupata con una bimba da crescere; ora mi si chiede di pagare anche l'ICI, mi capisca Ministro se Le dico che dentro me qualcosa si ribella, ho sperato di sentirVi dire che la povera gente non sarebbe stata vessata ma ho dovuto ricredermi; se non mi è concesso di vivere in modo dignitoso, tanto vale non vivere. Trascorrere gli anni che restano, cercando di racimolare qualche centesimo per fare la spesa non la definirei vita; purtroppo è una condizione che viene condivisa da milioni di persone che con l'euro non hanno trovato l'Europa ma solo la povertà. Le uniche lacrime che mi colpiscono al cuore sono quelle di mia figlia quando si dispera o quelle dei pensionati e disoccupati che trova all'ortomercato a frugare negli scarti per portare qualcosa a casa. Mi creda se Le dico che sempre, in vita mia ho pagato quanto dovuto; ora basta poichè davanti alla prospettiva, se dare a Voi i pochi euro che riesco a risparmiare o darli a mia figlia per tirare avanti, non ho la minima esitazione su cosa fare. Questa è l'Italia, quella vera, Ministro, adesso si che può piangere!

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