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Tasse e tagli

6 Dicembre 2011 alle 19:00

Nessuno paga le tasse volentieri. Si può allora agire sulle spese e tagliare. Ma subito ti rispondono che con i tagli non potranno dare più servizi ai cittadini, niente asili nido, no all’assistenza ai disabili, ridimensionamento del trasporto locale e poi, ai Ministeri, riduzione delle ore scolastiche, accorpamento prefetture e ospedali, allungamento dei tempi della giustizia per scarsità delle risorse, sfollamenti delle carceri per carenze di personale e strutture, opere pubbliche e infrastrutture rinviate sine die, arte e cultura trascurate fino al limite del crollo. Bon. Ma un concerto gratuito (gratuito per chi ascolta, non per chi canta) in meno proprio no ? Soppressione di onerosi e inutili trasferimenti di detenuti per partecipare ad udienze che non vengono tenute e solo per sentirsi dire che l’udienza è rinviata (non basta una e-mail inoltrata tempestivamente ? Lo sanno davvero la mattina dell’udienza che si deve rinviare ?)è è davvero inattuabile ? Insomma quando si dice tagli delle spese si parla di tagli degli sprechi, non del necessario, si parla di lavorare con efficienza ed economicità, e per farlo spesso basta il buon senso. Chi non lo capisce oppure pretende che l’efficienza o l’economicità operativa gliela spieghi una società di consulenza di qualche amico o parente, allora è inadatto per amministrare e va cacciato.

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