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Rimborsi elettorali e costo della politica

6 Dicembre 2011 alle 17:30

Monti rinunciando allo stipendio da presidente del Consiglio e da ministro dell'Economia ha dimostrato grande rispetto e sensibilità verso gli Italiani. I cittadini sono pronti ai sacrifici solo se condivisi con le classi privilegiate. Al riguardo , però, ci si aspettava provvedimenti più incisivi. Ad esempio, è non è stato per nulla affrontato il nodo del finanziamento alle forze politiche. Ricordo che l’attuale legge garantisce l’erogazione del "rimborso elettorale" anche in caso di scioglimento anticipato delle Camere. Pertanto è un vero e proprio finanziamento che il referendum del 18 aprile “93, con il 90,3 per cento aveva abolito. Chiamano "rimborsi elettorali" ma si tratta del vecchio caro "finanziamento pubblico ai partiti". Le relative risorse sono determinate in base al numero degli aventi diritto al voto e non in base ai votanti. E per ottenerlo basta superare solo l'1 per cento! A mio avviso serebbe opportuno rimborsare ai partiti solo i soldi effettivamente investiti e spesi per spot, comizi, manifesti o altro. Il rimborso spese elettorali è ormai una voragine che ingoia denaro della collettività contro la volontà di tutti.

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