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Reintegrazione nel posto di lavoro

6 Dicembre 2011 alle 15:30

Il 30 novembre un intervento sul "Corriere" dell'avv. Gianpiero Dalla Zuanna (Il lavoro e la vita), è stato seguito dalla lettera del 3 dell'avv. Elio Cherubini (Le reintegrazioni nei posti di lavoro) su una materia delicata e controversa. Io che non sono un avvocato, ma che nel '70 avevo 29 anni (e all'epoca non si era più bamboccioni), pensai subito che fosse di tutta evidenza che la reintegrazione non è compatibile con i buoni rapporti che dovrebbero regnare sul lavoro e che, quindi, la colpa avrebbe potuto essere punita solo una sanzione economica. Oddio: era troppo per facinorosi sindacalisti e sensibili politicanti del '70, che sono stati capaci di seppellire il miracolo italiano del dopoguerra con le stravaganti ideologie dell'epoca. Per evitare commenti maligni: non ero uno datore di lavoro sfruttatore, ma un autosfruttatore servitore dello Stato. E, per chi volesse approfondire, consiglierei una capatina al sito del prof. Pietro Ichino (www.pietroichino.it), ex sindacalista (e non dico di quale sigla, per non pentirmi di averlo posto sull'altare della mia stima), ex comunista (partito giustiziato dalla storia), ora arruolato nell'armata brancaleone (cosa di cui temo approfondire la spiegazione, perché...alla mia età bisogna essere attenti a non fare sforzi).

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