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L'Europa e' rimasta a Bismarck

2 Dicembre 2011 alle 11:15

Da un'osservazione intelligente per chi vive all'estero ormai da molti anni, pero' ama ancora l'Italia e l'Europa, ci si trova d'accordo su quanto detto ieri sera, giovedi' sera, da Ferrara da Radio Londra, il cui 'set' e' meraviglioso. E' vero che il Presidente Napolitano, pur essendo protetto dalla Costituzione italiana mai emendata sui poteri del Presidente stesso, e' in conflitto sia con la legge elettorale ora vigente, sia con il principio di democrazia liberale avanzata. Tuttavia, non trovo che nella questione europea l'Italia sia il problema fondamentale, checche' ne dica la Merkel da Berlino, cioe' che e' responsabilta' italiana quella di far funzionare il futuro dell' Unione Europea correggendo il proprio funzionamento strutturale. Il problema principale e' che l'Europa e' rimasta a Otto von Bismarck-Schoenhausen e a tutti i conflitti che seppe causare alla Francia, trabocchetti in cui la Francia e' sempre caduta in maniera irresponsabile e ingenua. I conflitti provocati alla Francia dalla crudelta' bismarckiana portarono non soltanto alla loro guerra del 1870, ma anche ai grandi confronti letali delle due Guerre Mondiali del XX secolo. Quindi, da qui si trova che i problemi principali per l'Europa siano gli egoismi narcisistici di Francia e Germania, che, come sempre, scaricano le proprie colpe sull'Italia. L'Italia, costretta ad operare attraverso Monti, dovrebbe saper utilizzare la Francia e La Germania per i propri interessi di ristrutturazione e di liberazione, come fecero i grandi Primi Ministri italiani del XIX secolo, da Cavour a Crispi. Viva l'Italia, Viva Berlusconi.

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