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Governo Europeo, l'eterna debolezza dell'esecutivo italiano moltiplicato per 27

2 Dicembre 2011 alle 10:00

E' tutta una dichiarazione da giorni e giorni. I leaders, tanti, troppi, i sottoleaders, sterminati, i leaderini di partito, di staterello, di amministrazione, di istituzione, infiniti, incontabili, dichiarano, dichiarano, dichiarano. Vanno in tivvu e parlano; Napolitano esorta, Passera elucubra, Sarkozy lancia un monito, Draghi, davanti a un'aula parlamentare europea deserta, o disertata (che e' uguale), chiede, propone. Altri si dicono preoccupati, molti sono gia' rassegnati. E allora? C'e' qualcuno che vuole convocare le persone che contano per fargli invece prendere delle decisioni che se non pesano sulle scelte planetarie, sono certo decisioni "continentali"? Il fallimento europeo e' proprio qua. Nella mancanza di responsabilita' e di decisione. E poi, la grandezza degli stati sta nel saper fronteggiare le crisi. La grandezza dei leaders sta nel saper gestire i momenti difficili. Ecco perche' Churchill fu un grande, ecco perche' gli Stati Uniti all'epoca di Roosvelt furono grandi, perche' Kennedy evitando la guerra mondiale con i missili a Cuba fu un grande leader, perche' Giovani Paolo II e Reagan, grazie alle loro attivita' nel pre e post-89 furono due grandi leaders, e perche', De Gasperi, che seppe portare l'Italia nella modernita' e in occidente, fu un vero leader, e via discorrendo. Abbiamo un mare di istituzioni europeee che hanno una sola vocazione: spendere quattrini, ma oramai si puo' dire: sperperare quattrini pubblici. E basta. E' ora di spazzare via questa burocrazia della spesa, e' ora di decidere che l'Europa ha bisogno di istituzioni snelle che abbiano una sola funzione: decidere. Esattamente quello che oggi l'Europa non fa. Tutto il resto, la normale amministrazione deve ritornare agli Stati sovrani, la cui elite politica va eletta, non nominata, cooptata o contrattata.

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