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Tra catastrofismi e passione per l'umano

1 Dicembre 2011 alle 08:30

A leggere i quotidiani o ascoltare i tg, verrebbe voglia di vendere tutto e rifugiarsi su qualche isola. Nonostante tutto resto, un po' perchè mi dà fastidio la sabbia nelle mutande e un po' perchè dopo pochi giorni non sopporterei più il rumore sempre uguale delle onde. Mi tengo i rumori catastrofisti sempre uguali e cerco di guardare oltre. Ci sarà qualcosa per cui valga la pena sperare ? Possibile che la realtà sia solo: crisi euro, rischio default, stangata, riscaldamento del pianeta, giovani incazzati e giovani sballati, vecchi che non hanno più voglia di vivere e padri depressi ? Sabato scorso ero ad un supermercato per la giornata nazionale della colletta alimentare. Tra vecchi alpini, imprenditori, studenti, lavoratori,disoccupati, padri e figli, ho visto gente, certamente preoccupata per la situazione economica e politica, ma non disperata. Hanno dedicato tempo per raccogliere cibo per i più bisognosi (perchè chi non ha da mangiare non può aspettare i tempi tecnici dei signori Merkel e Monti). Mi ha rincuorato sapere che ci sono ancora persone che hanno passione per l'umano. Vale la pena sperare, per quelli che fanno compagnia ai malati terminali, ai vecchi soli e disperati,ai carcerati, alle famiglie. Non fanno rumore, eppure ci sono.

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