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Piccolo cabotaggio, caduta o trionfo?

1 Dicembre 2011 alle 11:30

Ovvio, anche se sottaciuto, sono tutti in attesa del miracolo del 5/12/2011, che i partiti guardino alle prossime elezioni. Chi le vorrebbe anticipate, chi a scadenza naturale. Ma l’autentica materia del contendere, l'oggetto delle brame, il nocciolo dell'agitarsi frenetico sono i 13.630.000 voti che il PdL prese nel 2008. Sono quelli della famosa "maggioranza silenziosa e dei moderati", che già dal 1994, ebbero, o credettero di aver casa in Forza Italia. Anche al netto di chi vorrà ritornare con Fini, rimane un numero impressionante. Qui ritorna centrale il destino del governo dei “non eletti”. Sia il Pd che l'IdV, sia il Terzo polo hanno bisogno di tempo. Però il tempo potrebbe giocare anche a favore di una riorganizzazione organizzativa del PdL e di un ricompattamento del suo frastornato elettorato. Dubbi su ambedue i fronti. Saranno, probabilmente, queste valutazioni, unite a cosa il Pd e il PdL, riterranno di poter digerire senza cospicue perdite di consenso, che condizioneranno la durata del governo tecnico. Eventuali maggioranze “variabili” porrebbero comunque il problema della gestione di scelte diverse da rendere credibili quando s’arrivasse alla campagna elettorale. Forse meglio rompere prima, sarà quel che sarà. Ma il Colle vigila. Un bel rompicapo. Fuori dal tifo, Casini e Fli, sembrano nelle condizioni migliori, per avvantaggiarsi dalla continuità del governo Monti. Fuori dal Parlamento, Vendola e Sinistra radicale aspettano e sperano che il Pd si scotti. A noi tutti gli ustionati! La Lega aspetta e spera che si scottino tutti. Certo, tanto siamo a divinare, se Mario Monti riuscisse a far diventare l'Italia autorevole, importante e protagonista in sede di scelte politiche europee, tutti i nostri caserecci calcoli salterebbero. Ma allora Monti prosegue! Eh, sì!

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