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Italiani

30 Novembre 2011 alle 20:00

Si prospettano scenari apocalittici: recessione, stagnazione, deflazione, chi più ne ha più ne metta. Come siamo arrivati a questo punto? Chi è senza peccato scagli la prima pietra. In questi anni, indipendentemente da chi fosse al Governo, ciascuno di noi ha difeso il suo interesse particolare, il suo piccolo o grande privilegio. Sembra che adesso sia arrivata l'ora di cambiare. Nostro signore che sta al Quirinale ha messo Mario Monti a risolvere le cose. Uno che, un po' come la Beata Vergine Maria, s'è preservato immune dal peccato originale - la sporca e faticosa ricerca del consenso - fin dal suo concepimento e, per questo, ha avuto assegnata la missione salvifica di varare la madre di tutte le manovre, dalle tasse sulla proprietà alle norme sui licenziamenti, passando per la liberalizzazione delle professioni. In altri tempi, saremmo scesi tutti in piazza. Ora, allungheremo il naso verso l'orto del vicino, quello dove, per definizione, l'erba è sempre più verde, e ridacchieremo soddisfatti nel vedere la tosatrice all'opera. Monti, allora, si recherà in Europa (otto dicembre, Immacolata Concezione, sarà un caso?) per ottenere la benedizione della Merkel a metter mano al tornio e far stampare alla BCE i 400 miliardi di euro che servono per comprare i Btp in emissione da qua a marzo. E poi? Massimo D'Azeglio, che la sapeva lunga, disse: "Purtroppo s'è fatta l'Italia, ma non si fanno gli Italiani". In Europa, si sospetta che anche stavolta, passato il pericolo, ciascuno di noi tornerà a guardare l'erba di casa propria e, trovandola un po' gialliccia, chiederà il refrigerio della pioggia per la povera terra assetata. Per questo, sarà alquanto difficile che Supermario, per quanto Beato, riuscirà nell'impresa. A meno che, per una volta, non decidiamo tutti insieme di fare gli Italiani.

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