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La voluttà d'esproprio

28 Novembre 2011 alle 09:54

Donde viene? Magari sarò un voce nel deserto, magari non sarò capace di sofisticazioni intellettuali, magari sarò semplicistico, ma proprio per tutte queste...qualità, penso che l’attuale oligarchia di costituzionalisti sia la figlia naturale, amorosamente allevata e voluttuosamente rapace di questa Costituzione. Nacque, essa, come documento politico, dall’accordo determinante di culture antiliberali: la marxista e la cattolica, antiunitarie, idem come sopra e, convinte nel loro profondo che il popolo non potesse rappresentare qualcosa di diverso dalla massa e dal gregge. La Carta è stata la tomba del “merito” e della “responsabilità”, categorie necessariamente individuali, ma volutamente espulse dalla coscienza dei cittadini. Nacque con la contraddizione truffaldina tra “Popolo sovrano” e “Parlamento sovrano”, reso onnipotente quest’ultimo, dalla “libertà dal vincolo di mandato”. I ribaltoni e i governi “tecnici” ne sono la diretta derivazione. Lo abbiamo visto quindici giorni fa’. Tutto legale, tutto previsto dalla Carta. Certamente. Non c’è alcun bisogno di fare le rivoluzioni quando seguendo le regole costituzionali le realizzi comunque. Viene considerato, invece, antidemocratico e rivoluzionario opporsi a quelle regole che le consentono. Buffo, no? Ma c’è di più, la nostra Costituzione fornisce pure gli strumenti con cui quella ciurma di laicisti, può permettersi di riscrivere la storia, attingendo all’alibi del populismo, del moralismo, del giustizialismo e propinarci il tutto in salsa Costituzionale. Non si vede come siano possibili le riforme strutturali senza la riforma della causa prima che le impedisce. O meglio, di quella che aizza la voluttà d'esproprio.

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