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La deriva della democrazia

28 Novembre 2011 alle 15:00

La democrazia è sospesa oppure è finita? Il disordine democratico è un male che sempre si aggrava fino alla inevitabile cura, peggiore del male. Già lo diceva Platone: ogni democrazia è di breve durata, ogni repubblica sfocia in tirannia. Questo perché il popolo sovrano delega il potere al demagogo, lupo in veste d’agnello, il quale ben sa come indirizzare volontà e consenso. Un popolo suggestionato da chi lo usa per sete di potere disperde le proprie energie, vanifica il proprio lavoro fino al punto di doversi sottomettere al lupo che cambia pelo: il dittatore. La ribellione all’ordine di giustizia conduce al disordine democratico che poi diventa “ordine” tirannico, fino a quando il popolo non sentirà la nostalgia del bene perduto. La tecnocrazia non può essere scudo contro la deriva della democrazia nell’epoca del populismo. La discesa verso la tirannia dell’analisi deve diventare risalita verso la regalità della sintesi che solo il “governo dei saggi” possiede. Ribelliamoci alla ribellione che ha messo in trono la dea Ragione, madre dell’odio di classe. Restauriamo il diritto del popolo di aderire al diritto di Dio, il diritto rubato alla voglia di vivere.

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