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Quanta aridità dietro la difesa di una discriminazione

27 Novembre 2011 alle 10:00

Mi scuso se insisto, ma continuo ad essere sorpreso dal tono delle argomentazioni dei difensori della attuale legislazione che regola il diritto di cittadinanza. Scrivere di non capire che problema possa essere per un bambino, aspettare la maggiore eta' per potersi definire italiano, vuol dire aver perso ogni traccia di memoria di quel che si e' stati da bambini e non avere occhi e sensibilità tali da permettere di comprendere come i bambini ragionano. Per me discriminare in termini di cittadinanza bambini che parlano la stessa lingua, frequentano la stessa scuola e vivono la stessa vita, e' senza ombra di dubbio un gesto crudele ed immotivato. Sentire poi un ex ministro commentare che in questo modo tutte le gestanti africane verrebbero a partorire in Italia, non fa altro che confermare che dietro la difesa di una legge si nasconde (male) l'intolleranza e la paura. Una società civile dovrebbe cercare le regole di convivenza civile tra persone di origini, colore e religione ( anche la tanto vituperata musulmana), al suo interno, cercando un denominatore comune valido per tutti e non escludendo i diversi. L'unico motivo per cui invidio gli Stati Uniti e' proprio questo.

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