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Sarebbe “vile e riprovevole” prendersela prima del tempo; soprattutto, non fa buon sangue.

24 Novembre 2011 alle 20:00

Che non sia colpa del "Presidente" che al Sacro Romano ImpEuro non sia parso vero poterci imporre la tutela preventiva e permanente di un Governo Tecnico che ne esegua i desiderata, non è la vera questione. Sul punto, il processo alle intenzioni (è stato costretto dalle circostanze o in qualche modo ha agito perché le circostanze lo costringessero) lascia il tempo che trova. Sul punto, “Prendersela con Napolitano è vile e riprovevole” ha scritto il Direttore. Impressiona però che, in piena emergenza economica e sull’orlo del default del Paese, al Parlamento di fatto “sospeso” dei poteri di rappresentanza, il Presidente abbia deciso di dare - invito domine (già: chi è il dominus?) - l’interpretazione autentica (tecnica?) dell’attuale “situazione politica”: “C’è la possibilità di fare in Parlamento quello che non si è potuto fare negli anni passati”. E siccome non parlava dello spread ma dello Jus soli, non è affatto peregrino attendersi prossime invasioni su tutte quelle tematiche politiche-politiche di cui è ricco il prontuario laico e progressista del quale (anche) il Nostro custodisce i preziosi codici: dalle coppie di fatto a ipoteche sulla agibilità della libertà di educazione, fino a, attendere prego, "sollecitazioni" sulle complesse e dirimenti tematiche eugentiche, ivi comprese quelle relative alle sperimentazioni sulle staminali o a quant’altro dovesse risultare “folle” non realizzare adesso che, appunto, “c’è la possibilità di fare in Parlamento quello che non si è potuto fare negli anni passati”. Anche questo è un processo alle intenzioni, si può obiettare. Bè, la prima uscita è stata un fatto, non un’intenzione: speriamo ci si fermi. Sarebbe “vile e riprovevole” prendersela prima del tempo; soprattutto, non fa buon sangue.

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