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Ius sanguinis o ius soli?

24 Novembre 2011 alle 14:30

Confidando fin qui nel pieno possesso delle mie facoltà mentali vorrei svolgere una breve considerazione sulle due alternative. Non è che i Paesi che optano per lo ius soli siano buoni e quelli che applicano lo ius sanguinis siano cattivi. Basti considerare che lo ius soli è prerogativa pressoché esclusiva del continente americano, scarsissimamente popolato prima della scoperta di Colombo e poi sviluppatosi soltanto attraverso l' immigrazione. Ovvia quindi la scelta dello ius soli da parte dei colonizzatori, non potendo ovviamente le popolazioni indigene rivendicare lo ius sanguinis. Celebre una battuta di un Capo indiano al Presidente degli USA in occasione della firma di un trattato sulle riserve: "siate prudenti con le leggi sull' immigrazione. Noi non lo fummo abbastanza". E' del tutto evidente che continenti iperpopolati come l' Europa e l' Asia ( il Giappone non la concede neppure al coniuge straniero di cittadino giapponese) abbiano un interesse diametralmente opposto, quello cioè di controllare l' immigrazione e di subordinare la cittadinanza a un' effettiva integrazione socio culturale dell' immigrato. In questo senso potrebbe essere logico conferirla ai figli di immigrati regolari che studino in Italia al compimento dei 18 anni. Per quant' altro le norme attuali vanno benissimo e sono in linea con quelle degli altri Paesi Europei. Il resto è ideologia a buon mercato.

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