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In Ue tartassati da euro e cucina!

24 Novembre 2011 alle 19:30

Che altro ci doveva capitare, pur di entrare in Europa? Solo obblighi? Cui prodest? L'Italia accettando la moneta unica ha delegato la sua sovranità monetaria alla B.C.E., ma non altrettanto la sua sovranità di politica economica...nemmeno la BCE, avrebbe il diritto di dirci cosa dobbiamo fare(Inoltre, dopo la notizia che la Germania avrebbe più debiti di Italia e Grecia?). E qui verrebbe da aggiungerci : sarà mai lecito sottostare a normative comunitarie in cui si debba rinunciare ai nostrani "sapori" di formaggi , cioccolato (come li mangiavano i nostri padri), di vini fatti...senza uva, di pazzesche "quote latte" da dover produrre,del cosìdetto olio extra vergine deodorato e taroccato sotto legale normativa o di lunghezza delle banane...insopportabile. Possibile che questi capricci e uniformità di prodotti alimentari potessero essere prioritari, rispetto a normative economico-finanziarie? Venire, da ultimo, tartassati dai "bund" tedeschi? Ma quale medico comunitario potrebbe mai "ordinarci" tutto questo? Quando l'Italia può essere considerata la cucina d'Europa...con la sua raccomandata dieta mediterranea? E' più corretto correre dietro agli euro o ai nostrani "timballi"? Ma ci vogliamo così male? Se non altro, dovessimo fallire con l'Euro(pa)...ci potremmo riprendere i nostri tradizionali sapori... questo è certo !! Se la Germania pensa a difendere la propria economia imponendo i propri sistemi finanziari (eurobond No...eurobond Sì?), allora vuol dire che o si abbandona tutto, tornando al "quo ante", oppure, accelerando, si passa alla fase successiva, più consona ed omogenea con la creazione di un'Europa anche politica federalistica sull'esempio USA, esistendone le premesse. Ce la faranno gli eredi di Adenauer, Schuman, Spinelli a continuare l'opera unitaria?

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