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Ormai siamo tutti euroscettici ma gli inglesi continuano a essere strani

23 Novembre 2011 alle 20:00

...o meglio, anomali. L’articolo di Richard Newbury dimentica di raccontare perché i pragmatici inglesi hanno cominciato a forgiare la propria peculiarità in contrasto con i continentali proprio sotto il regno di Elisabetta I. Forse perché due terzi di loro erano cattolici e li si voleva costringere ad aderire alla Chiesa di Stato? Per quindici secoli gli inglesi erano stati figli fedeli della Chiesa di Roma, membri della cristianità europea, e non avevano manie isolazioniste particolari. Poi, un’elite decise “di sviluppare in modo indipendente le sue istituzioni”, compresi i vescovi. Curiosamente, le Fiandre e Roma si riempirono di esuli inglesi, i quali cercavano di crescere i loro figli da cattolici senza essere supertassati, imprigionati e, se erano preti, giustiziati. Thomas More e Edmund Campion non erano certo dei continentali, e a condannarli a morte non fu un tribunale europeo – accadde a Westminster Hall. Le teste di Mary Stuart e Carlo I non saltarono via nella Rivoluzione Francese... Le rivoluzioni inglesi, poi, non sono state combattute all’insegna di princìpi così vecchi, se la “religione” per cui combattere è cambiata tre volte nell’arco di cent’anni – rispettivamente cattolica, puritana e anglicana. Cari inglesi, il vostro isolazionismo non è nato dalla virtù: è nato per calpestare i diritti della maggioranza del vostro popolo. Esattamente ciò che l’Europa fa a noi oggi, e che voi giustamente contestate. L’aver sbagliato prima vi rende forse più saggi, ma non superiori; spiegatela così e risulterete anche più simpatici.

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