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La nostra Dunquerke

14 Novembre 2011 alle 20:30

Silvio Berlusconi ha fatto la scelta giusta accondiscendendo ad appoggiare, con riserva, il governo Monti. Una medicina amara, per chi, come tanti di noi, preferivano le urne. Berlusconi ha scelto di non rischiare il disastro dei carri armati-spread all’apertura dei mercati ed essere additato come il distruttore del paese. Non aveva scelta. La vittoria delle tecnocrazie apolidi e senza Dio trionfanti, sembrano stravincere. Oggi le panzer divisionen ci sconfiggono, come a Dunquerke, e tutto sembra perduto. Ma il domani è ancora da scrivere. Sono sicuro che l’Europa con quello che è accaduto in Italia, grazie all’euro e ai Merkozy, sarà il cadavere eccellente della legislatura. Un Europa che pensa tedesco e parla francese è ben poco appetibile a chiunque, in particolare a chi di destra, subisce dimissioni forzate causa loro. L’euro, un ibrido pericoloso, non è il Vangelo e un ritorno alla moneta nazionale, non è certo un dramma. Il potere dei mercati travalica nazioni e persone e in un mondo libero le regole della convivenza non possono essere demandate allo spread o ai derivati. Quindi parlare di dittatura non è fuori luogo, poiché le liberalità sono altra cosa. Spero che la lotta politica su questo tema diverrà importante nei prossimi mesi. PS toccante e azzeccato il video messaggio di Berlusconi

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