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All'inevitato tragico non subentri anche il ridicolo

14 Novembre 2011 alle 21:00

Errata corrige: solo qualche giorno fa si era suggerito di rinunciare alla inutile liturgia elettorale “con l’escamotage di sorteggiare, ogni tot anni, un tot numero di rappresentanti del popolo, pescati a caso dalle liste elettorali”, a salvaguardia, comunque, della "mitologia democratica". A leggere i giornali di oggi sulla “centralità del tema elettorale nel dibattito politico” che dovrà essere messo in agenda “da gennaio” (così Gianfranco Fini, ca va sans dire), emerge subito l’esigenza di un correttivo: che almeno, sul punto, sorteggiatori ed aspiranti tali ci risparmino i loro “dibattiti”, tanto più se “politici”. Oltre al tragico in cui siamo caduti, non vorremmo aggiungere la certa condanna al ridicolo che ci verrebbe inflitta dal supremo tribunale dell’esistenza. Il suo giudizio fa già troppo male, sinanche più male delle secrezioni cerebro-giudiziarie di un Woodcock…

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