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Dalla giostra al valzer

12 Novembre 2011 alle 20:30

Può succedere talora di non riuscire a correre con l'Elefantino, perchè si sentono i piedi pesanti, piantati a terra. Anche noi berluscones dobbiamo ammettere l’insufficienza riformatrice dei quasi dieci anni del nostro Cav al governo. Che questo deludente passato sia concausa del presente, fatto di frane finanziarie e grandinate di tasse, non ce lo possiamo nascondere citando solo la speculazione internazionale o il prepotente direttorio franco-tedesco (pur reali e operanti). Quanto al futuro, dopo due tre mesi di ulteriori bastonate alla nostra economia, il premio finale del “diluvio elettorale” che ci consegna al “tripartito di Vasto”, sulle cui attitudini a risanare e rilanciare il paese magari persino Bersani nutre seri dubbi . Dunque, come possono PdL e PD rifiutare il loro appoggio a un governo Monti patrocinato da Napoletano? Il quale ultimo sta giocando col bianco la “partita Baricco”: con una prima mossa, nomina di un senatore a vita, conferisce a Monti un mandato contrattualmente forte, gli assicura la fiducia in parlamento (e qualche credito di fiducia di mercati e investitori). Berlusconi risponda all’appello sostenendo al meglio il nuovo governo, cioè aiutandolo a sventare tutti i se e i ma che Bersani opporrà, costretto dalla sua sciagurata deriva populista. Trasformi il “giro di giostra” in un più accattivante “giro di valzer”: certi valzer sono capolavori della musica, e non solo per galanteria il magno Brahms trascrisse sul ventaglio di Frau Strass le prime note di un valzer del marito, esottoscrisse “purtroppo non di Brahms”. Poniamo, per improbabile che sia, che al governo Monti riesca qualche incisiva riforma: il nostro Cav. non vorrebbe dimostrarsene estimatore e supporter? Se presterà la sua leale collaborazione, il nostro Cav. riprenderà consensi tra il suo popolo:comunque vada, per lui sarà un successo.

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