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Il matrimonio della ragione

9 Novembre 2011 alle 09:51

Ballarò sull'argomento dell'ultima ora. Visto, ascoltato e digerito. Cosa ne esce? Credo sia evidente che la maturità politica e il senso dello Stato che sarebbero necessari per affrontare la crisi, rimangono oggetti misteriosi. L'osso è spolpato, non c'è più niente da rosicare, ma i cani continuano, ringhiosi e supponenti, a contenderselo col solito squallido spettacolo del rinfacciarsi reciprocamente le colpe della situazione attuale. Inchiodati nella difesa del loro "particulare". Il fatto che i due maggiori partiti italiani rifiutino pregiudizialmente e categoricamente di poter far parte di uno stesso governo, neppure con "Hannibal ad portas", in quanto tra loro "alternativi", la dice lunga sulla quantità di miseria politica seminata e cresciuta nell'orto del nostro sistema. Gli opinionisti, si fa per dire, dal canto loro continuano e s'affrettano a proporre e sostenere temi di dubbio, di diffidenza e di divisione ulteriore. Fanno la revisione dei massimi sistemi, quasi timorosi che un refolo d'intesa possa spirare tra le due parti. Eh sì, la pagnotta. E poiché sappiamo quanto una politica debole sia preda della suggestione e sensibile alla pressione mediatica, dobbiamo aspettarci che saranno in tanti a gridare:"Questo matrimonio non s'ha da fare" I primi sintomi s'avvertono nell'aria.

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