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Debito pubblico, post berlusconismo e Democrazia

9 Novembre 2011 alle 07:30

Sarei disposto a dare, una tantum, il 10% della mia pensione mensile per poter pagare,subito,,una parte del debito pubblico e tirare un pò il fiato. Così dovremmo far "tutti" ovviamente e indistintamente; contribuire nella stessa percentuale in base al proprio reddito correttamente dichiarato . Chi avrebbe il coraggio di imporre questo sforzo così sovrumano? Berlusconi no....chi verrà dopo,destra o sinistra che sia, nemmeno....ci vorrebbe un alter ego. Nelle aziende private lo fanno con frequenza,quando c'è bisogno di prendere decisioni forti, contro i lavoratori o lo staff dirigente che ha prodotto solo debiti e relativo calo di vendite chiamano un illustre sconosciuto gli danno carta bianca e via. Vedi Marchionne. Però,tutti o quasi,pensano che la Democrazia sia e debba restare sempre l'unico faro per guidare un popolo e governarlo...fino alla fine...costi quel che costi . E in nome di questa Democrazia si giustificano la mancanza di progetti a largo raggio,programmazione del futuro,prevenzione di fenomeni ad alto rischio,concessione di privilegi e difesa delle corporazioni ,che nulla hanno di democratico, e una innarestabile evasione fiscale. Già un'evasione fiscale che potremmo definire quasi: una violazione dei diritti umani. Ecco perchè,vedrei di buon occhio una designazione da parte del Capo dello Stato di un super partes per fare quelle poche cose che ,nessuno,anche dopo queste elezioni anticipate sarà comunque in grado di fare. Democrazia vuol dire fare il bene del Paese non interessi sempre e comunque di pochi.

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