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Giovani

4 Novembre 2011 alle 12:30

Sono direttore e cofondatore di uno studio di architettura con sede a Londra e ultimamente ricevo parecchi cv di neo laureati italiani giustamente desiderosi di lavorare in uno studio all'estero ed iniziare un percorso nel duro mondo della professione; il problema è che, nella maggior parte dei casi, sono CV compilati su un prestampato con il simbolo Europass (stelline con bandierina blu) come se questo fosse una garanzia (o una minaccia!) sufficente ad ottenere un lavoro. In questo documento, dal carattere un po` intimidatorio, non vi è traccia alcuna di disegni, plastici, o un qualsisasi tipo di idea progettuale/grafica che dimostri le capacità del candidato. In compenso e` pieno zeppo di informazioni sulla patente di guida, hobbyes e passioni e una generica velleità di “fare un'esperienza all'estero”. Nella maggior parte dei casi devo nasconderli ai miei collaboratori perché mi vergogno: i neolaureati italiani sono gli unici, dico gli unici in Europa a presentarsi in maniera così povera e poco competitiva rispetto ai loro coetanei europei. Non può essere solo colpa dell'università che non funziona, perché le informazioni e le conoscenze sono comunque accessibili ovunque al di fuori dell'ambito universitario (molto piu` del passato) e sta alla bontà della persona usarle per arricchire il proprio bagaglio e proporsi allo stesso livello dei loro pari Europei. Ho l`impressione che questi benedetti giovani, sicuramente non aiutati dall`istituzione universitaria, siano però molto bravi a lamentarsi, a pretendere diritti, il posto fisso e così via ma un pò meno a mettersi in gioco e a guardare oltre il simbolino blu con le stelline che tanto li rassicura.Se loro sono indignati io sono un po' triste.

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