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Veneziani e il fascismo (con relativo commento)

3 Novembre 2011 alle 07:00

"Nei 150 anni di Italia unita il fascismo resta insuperato sul piano delle realizzazioni (perché operante più in un ambito faraonico che in un contesto demo-liberista) e delle riforme (perché calate dall’alto), del consenso popolare (perché troppo spesso ai popoli fa comodo il populismo e il panem et circenses dei capi carismatici piuttosto che lo duro calle dell’esercizio della democrazia) e del prestigio mondiale (perché i tiranni vengono rispettati, vedi Gheddafi e la sua Libia), dell’integrazione nazionale e sociale delle masse (che ciò non rappresentò una conquista, ma fosse fittizio e effimero è sotto gli occhi di tutti, senza considerare che al giorno d’oggi chi riuscirebbe a spostare masse dal Veneto e dalla Romagna alle bonifiche laziali?), dell’ordine (!) e dell’efficacia di governo (perché prescindente dall’opinione pubblica), dell’onestà pubblica e della dedizione allo Stato e all’amor patrio (più in quanto idoli, che valori profondamente sentiti)".

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