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Per piacere, parlate solo se avete qualcosa di sensato da dire

2 Novembre 2011 alle 13:11

Il Direttore, al solito, l'ha detta giusta. Qui è in gioco, più che la tenuta di quell'immensa infrastruttura liberticida che è la ragioneria di stato (melma di cui si nutrono i pericolosissimi vampiri travestiti da salvatori della patria), il grandissimo portato della gagliarda rivoluzione berlusconiana: la restituzione alla legittimazione popolare del posto in prima fila nella rappresentazione democratica. Giusto stasera, un invecchiato Enrico Letta, con la compita supponenza di chi ritiene di saperla lunga (ma un fungibilissimo keynesiano da mainstream la sa, per definizione, sempre corta), dichiarava ad un TG che, entro giovedì (dopodomani, Cannes), l'Italia dovrà aver dichiarato la caduta del Governo e la nomina di un timoniere in grado di portare il Paese fuori della acque torbide della crisi. A Letta sfugge la gravità della propria affermazione che, in un colpo solo, scavalca la volontà di una cinquantina di milioni di elettori, mostrando, al contempo, una clamorosa sottovalutazione del grado di maturazione degli ascoltatori: solo ai bambini, infatti, si raccontano le favole sul principe azzurro (ed al timoniere credevano solo i cinesi al tempo di Mao. Ma questi ultimi, come recentemente sostenuto da un redivivo Geminello Alvi, presentano un “io” piuttosto deboluccio). Ecco, appunto. Questo volevo dire: Letta può sempre presentarsi alle prossime elezioni per vedere di racimolare qualche voto, ma, cortesemente, eviti di trattarci come idioti. Abbiamo problemi grossi da affrontare, creati, tra l'altro, da generazioni di politicanti come lui. Se proprio non riesce a dire niente su cui valga veramente la pena di ragionare, che almeno taccia.

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