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La sinistra non vuole cambiare

2 Novembre 2011 alle 21:24

Pare che Matteo Renzi sia un inquilino scomodo nel PD e pensare che il centro sinistra troverebbe in lui quell' alternativa credibile per un' alleanza così varia di colori e di pensieri, un leader in grado di andare oltre all' antiberlusconismo e che sa proporre, a differenza di chi invece non sa che dire, se non che questo governo se ne deve andare a casa senza neanche spiegare perchè, faranno di tutto per metterlo all' angolo. Un PD di Matteo Renzi rappresenterebbe un partito credibile anche come forza di governo, inoltre non disdegna dialogo e confronto con toni e il linguaggio adeguati, la domanda che ci dovremmo porre è se questo è ciò vuole la sinistra che conosciamo. Mi pare chiaro che il centro sinistra preferisca non cambiare, se a certe persone togliamo il "piacere" di poter pronunciare il nome di Berlusconi seguito da almeno una ventina di dispregiativi e una maledizione non avrebbero neppure sentore di far politica, per molti la politica è solo quello. L' antiberlusconismo è la valvola di sfogo in cui riversare le proprie frustrazioni, la rabbia accumulata e lo stress quotidiano. Se Berlusconi uscisse dalla scena politica i primi inconsciamente " orfani " sarebbero proprio i suoi detrattori, se questo centro sinistra dovrà scegliere il proprio rappresentante purtroppo gli preferirà un Bersani o un Vendola. Con un PD targato Renzi ci sarebbe anche una campagna elettorale in cui si confrontano i programmi, arrivare secondi in una campagna basata sulla correttezza non sarebbe neppure un dramma, il dramma è che la sua gente preferisce il partito vecchio, quello attuale che urla e insulta.

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