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Che goduria la lettura "giornalisticamente tecnica" della Sarzanini

31 Ottobre 2011 alle 11:24

Un grido di giubilo mi e' scappato quando ho letto l'ultimo pezzo di Fiorenza. E allora godiamoci l'attacco che e' strepitoso: "Un'associazione segreta composta da magistrati, agenti delle forze dell'ordine e dell' intelligence che utilizzava informazioni segrete per fare carriera e ottenere altri vantaggi. Ma anche per cercare di annientare i nemici rovinando loro la reputazione". Vicino all'incipit le fotografie di Woodcock e della Sciarelli non lasciano dubbi. Ragazzi! Questa e' la P100.000! A tanto fa arrivare la controffensiva berlusconiana, la lettera a Barroso, la risata liberatoria ferrariana di Piazza Farnese, la dimensione sviluppista del governo. Anche una feroce giornalista come lei si piega alla rimonta e finisce con il dare chiare informazioni su quella che da vent'anni appare solo come una lunga e opacissima macchinazione magistrati/media/forze dell'ordine ai danni del governo. E si pensi che l'ho letto, come dire, "tecnicamente", cioe' tenendo fede alle raccomandazioni migliori che i grandi maestri del giornalismo (Montanelli e Scalfari, per esempio) hanno sempre fatto per una lettura intelligente dei giornali: 1) diffidare di titoli, occhiello e sommario, non sono veritieri; andare dritti al primo paragrafo (le 5 W, chi dove quando cosa in che modo); 2) fermarsi, mai andare piu' giu' di quel paragrafo, altrimenti si rischia di perdersi in quei meandri dove fatto e opinione si mischiano; 3) puntare sulle fotografie. Una vera goduria.

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