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Decifrare Tremonti

29 Ottobre 2011 alle 17:29

Si narra che i guai di Berlusconi con Merkel e Sarkozy e le difficoltà nei rapporti con Bossi sulla previdenza, avessero per qualche giorno ringalluzzito il ministro che, nelle difficoltà del premier, avrebbe intravisto una possibilità per recuperare spazio di manovra e centralità negli equilibri di potere interni alla coalizione e al governo. Tutto normale, ma per fare che? Ci sono due opzioni: Tremonti politico e Tremonti uomo. Per il politico quale spazio di manovra? Questa volta il Cav ci ha messo la faccia, in modo esplicito, arrivando al punto del non ritorno. Gli impegni sottoscritti e temporizzati non si possono eludere con le solite furbetterie nostrane. Se gli intenti dovessero rimanere tali, il Cav avrebbe chiuso con la politica. Significherebbe la perdita totale di credibilità in campo internazionale. E’ logico pensare che Tremonti ne sia cosciente. Per cui, o lo accompagna convintamente, visibilmente e politicamente per far sì che gli intenti diventino fatti, oppure deve farsi da parte. Non è credibile che possa pensare di essere lui, il nuovo leader del centrodestra. Diventa allora interessante e importante il “come” lo farebbe. Certo, può pensare di tirarsi dietro Bossi e far cadere il governo. E poi? Cincinnato in attesa di essere richiamato. Già, ma da chi? Il Tremonti uomo, le sue pulsioni profonde, il suo vissuto personale, il suo carattere, le sue ambizioni, le sue speranze sono difficilmente inquadrabili e predittive di uno scontato comportamento. Come ben dice il Direttore, ogni uomo è un mistero. E nel mistero c'è tutto e tutto il suo contrario.

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