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La Farsa tragicomica parlamentare

28 Ottobre 2011 alle 16:00

Risuona ormai automaticamente nelle orecchie, come un riflesso condizionato pavloviano, quella cantilena emiliana a sillabe cadenzate: “Que-llo là (Berlusconi) se ne de-ve an-da-re a ca-sa!” ogni qual volta ormai vediamo Bersani. Anche il duo Bindi-Franceschini, che cerca di imitare il “Capo”, ripete pedissequamente le stesse monotone espressioni diventate un grido di battaglia dell’opposizione fondamentalista contro il Premier, anche se questi è in missione all’estero per difendere l’onore (economico) dell’Italia. Ma che oltre a loro, lo facessero anche quelli del terzo Polo con Casini in testa, è una realtà farsesca tipicamente italiana. La farsa nel teatro è un genere di rappresentazione basata su situazioni realistiche e quotidiane, con personaggi stravaganti declinati in modo grottesco nei loro aspetti irrazionali. Anche se la farsa si svolge su di un binario prevalentemente comico, ha sempre un risvolto amaro, che la rende paradossalmente, contemporaneamente tragica. Rendersi conto che tutti i parlamentari di opposizione, tuttavia italiani, (è inutile riportare nomi sigle ed argomentazioni) sono stati gli unici politici in Europa a non credere alla manovra economica italiana di Berlusconi, affermando dovunque, prima e dopo la promozione italiana da parte dell’assemblea europea che il pacchetto proposto dal governo è una porcheria destinata al fallimento… ebbene, rendersi conto di questa pochezza, di questa limitatezza mentale di parte di alcuni rappresentanti del popolo italiano, ci porta a constatare che la Farsa -reale- perpetrata nel parlamento italiano è molto più tragicomica di quelle teatrali -finte-. E’ come se un soldato in trincea sparasse verso i propri compagni e contro il comando, perché ha paura della guerra.

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