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Ciò che è di Cesare

25 Ottobre 2011 alle 08:30

In un tempo di crisi economica globale una nazione in decadenza dovrebbe sì ridurre le imposte sui beni fondamentali ma per converso dovrebbe aumentarle sui beni superflui. Invece che tassare i patrimoni dei ricchi, che è un residuato di giustizia sociale che solo un Obama poteva osar proporre in un paese di tradizione liberale come gli USA, la tassazione del superfluo andrebbe a gravare sui prodighi e sugli scialacquatori, che esistono sia fra i ricchi che fra i poveri. Questa è, fra l'altro, l'unica tassazione etica: tassare il divorzio, l'aborto, il fumo, il gioco d'azzardo, la pornografia e tutti gli altri vizi superflui di genti che nei festivi protestano e devastano città non per mangiare o per sopravvivere ma per permettersi divertimenti oltre i limiti economici concessi dal loro reddito, proporzionato a questa fase storica di ciclo economico. Questo sarebbe, detto fra noi, anche il tempo propizio per cassare la polverosa legge Merlin e riaprire nella polis il tempio della prostituzione sacra, che lo Stato sottoponendo al giogo della legge non solo abolirebbe l'odierno schiavismo meretricio ma incasserebbe anche l'obolo milionario delle sue tasse. Si dirà che questi sono provvedimenti impopolari e quindi improponibili in una democrazia se non al prezzo di perdere il proprio elettorato, ma l'uomo, come anche il mercato, è spesso non troppo diverso da un mulo e quando sono finite le carote rimane solo il bastone per farlo muovere.

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