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Gloria? Ma di cosa state parlando ?

24 Ottobre 2011 alle 14:00

Molti, più o meno apertamente, criticano l’Occidente mandante dell’omicidio di Gheddafi ; molti riconoscono in lui il combattente di razza quasi ad erigerne un bisbigliato monumento postumo ; molti giocherellano con se e ma germoglianti da una lussureggiante foresta di cognizioni. Vorrei fare a costoro alcune domande. Se vostra figlia fosse stata torturata, stuprata e sepolta in una fossa comune, se la vostra famiglia fosse stato sul volo della Pan Am del 1988, se foste ridotti a vivere miserevolmente a causa di un pazzo fanatico che, seduto su un’immensa quantità di ricchezza, vi tratta come sudditi privi di ogni libertà mentre lui e i suoi familiari esportano milioni di dollari nelle banche di tutto il mondo e con una schizofrenica faccia tosta proclamano di essere per voi padri amorevoli avreste dubbi nel giudicarlo un « ratto » in meno sulla faccia della terra, porreste freni alla vostra esultanza? Non bisogna personalizzare un giudizio ? Ma chi l’ha detto, non è forse l’estraneazione dall’evolversi concreto dei fatti che ci permette di giustificare le azioni più basse : soprattutto se da noi compiute? Chiunque compia volutamente un’azione va giudicato in base ai risultati che questa ha prodotto e quali siano i risultati, per poterlo giudicare, bisogna chiederlo alle vittime e ai beneficiati : quali sono i beneficiati da Gheddafi? La gente che lo ringrazia per non essere morta di fame ma non sa che avrebbe potuto vivere civilmente se non fosse stata derubata tutta la vita? Gli unici che hanno sbagliato sono quelli che lo hanno ammazzato a sangue freddo, che lo hanno giustiziato con la ferocia della folla vigliacca : gli stessi coi quali i governi civili, sottoposti al ricatto energetico, si preparano ad intessere relazioni proficue.

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