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Aborto e dintorni

21 Ottobre 2011 alle 18:00

Se esiste un diritto a disfarsi del concepito “imperfetto”, o semplicemente non pianificato, deve esistere anche un diritto a disfarsi in ogni momento di chiunque sia, o sia considerato, “imperfetto” o non (più) voluto. I nazisti, con germanico rigore e coerenza, lo avevano capito bene, teorizzandolo e praticandolo su vasta scala, a scopo selettivo e finalizzato al libero sviluppo della razza ariana. E chi, giustamente, ne inorridisce, male non farebbe a riflettere sul fatto che l’eliminazione di chicchessia in nome del delirio di (presunta) perfezione del Reicht non pare essere, di per sé, tanto più orribile del mero desiderio individuale di eliminare, con il bimbo o il malato terminale, il (presunto) ostacolo al libero svolgimento della propria vita. Salvo soloneggiare, col rituale ditino ritto, sulla differenza tra crimini contro l’umanità perpetrati da un regime disumano ed esercizio dei “diritti” individuali pretesi dalle umanissime personcine che se ne avvalgono, in forza di una maggioranza parlamentare che lo consente.

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