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Quanto è duro ed indigesto il pareggio di bilancio

18 Ottobre 2011 alle 11:30

La ricetta studiata da Tremonti per uscire dal vortice dei debiti( il pareggio di bilancio) è dura per tutti i politici nostrani da osservare. Per la destra non poter fare leva sul debito significa sopportare il peso di un forte disagio sociale, che vediamo in questi giorni nelle piazze,oltre al naturale disappunto dei "peones" che vedono il prossimo mandato compromesso da una rigidità di bilancio che non consente clientelismo di bassa lega. Per la sinistra è un deterrente ancor più pericoloso.Immaginate la "nuova macchina da guerra" al potere senza poter fare debiti? Non oso pensare come potranno stare insieme Di Pietro,Vendola, Bindi e Bersani senza poter offrire "prebende"ai vincitori assatanati ( confindustria e sindacati) di spesa pubblica per rilanciare l'economia del paese. All'orizzonte, grazie alla legge costituzionale( che ancora non c'è), si profila la necessità di avere una classe politica più seria, preparata e pragmatica, che sappia governare con nuovi criteri, dando al paese un futuro migliore per tutti, senza fare politica con il debito facile, ma con una gestione accorta delle risorse. Soltanto così la vecchia classe politica abbandonerà le poltrone occupate e i giovani, che oggi stanno in piazza, potranno dimostrare le capacità che hanno nella gestione della cosa pubblica.

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