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Il bimbo idealizzato, tutto gli va concesso

14 Ottobre 2011 alle 07:00

Sul "Corriere" di domenica 25 è stato pubblicato un articolo di Rossella Valdré dal titolo: "Un nuovo tiranno incombe sulla donna: il bimbo idealizzato - Tutto gli va concesso, perché cresca secondo la sua natura: non ha voluto lui la nascita". Anche se condividessi, mi chiederei: se non ha voluto nascere lui e, pertanto, tutto gli va concesso, perché ci sono casi in cui gli si vuole negare addirittura di nascere? Accantonando per un attimo la mia onestà intellettuale, potrei avere un dubbio nel caso in cui avesse voluto nascere contro la volontà della madre (quella del padre notoriamente non conta). Ma anche in questo caso tutti sappiamo che in Italia si può non riconoscere il neonato, il quale non lascerebbe traccia formale per la madre (non nella madre - nella quale l'aborto, anzi, lascerebbe tracce psicologiche profonde). Allora si tratta solo di un omicidio ingiustificabile, perché contrario al superiore interesse della società, la quale si dovrebbe tutelare con il tutelare i suoi membri (le singole persone), cominciando dalla vita loro (dal più debole al più forte, da quello microscopico a quello più grande). Interesse valido nei confronti di tutti, anche dell'apparente titolare della vita (della quale è solo un affidatario! Mentre i genitori solo un tramite). Le femministe, comunque, hanno trovato un nuovo "nemico" da combattere. E pare che la guerra, prima di posizione, lasci tantissimi morti.

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