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Scene per un finale, politicamente scorrettissimo

12 Ottobre 2011 alle 17:30

E’ vero, e non è bella cosa, sogghigniamo quando il Berlusca inforna “stravaganze linguistiche”; ma noi siamo Neanderthal. Però non c’è nessuno che informi e ricordi che il Cro Magnon di sinistra nel 2006 bocciò una riforma costituzionale e istituzionale e oggi si scandalizza per i mille parlamentari? Nessuno ricorda al suddetto Sapiens che l’altro ieri un referendum populista (ma non siamo noi quelli?) ha abolito la privatizzazione dell’acqua? E nessuno ricorda che ieri la confindustria ha preferito la Fiom, e bocciato la timida riforma dell’Art, 18 dello statuto dei lavoratori, che significherà precariato perpetuo? Detto fra noi, la quintessenza della volgarità; come se Vendola dichiarasse disponibilità per bombardare il Cairo. Ditelo anche agli I-ndignados, moderno brand degli I-viola, I-arancioni, I-no tav e I-se non ora quando. Ieri hanno applaudito Fini, oggi plaudono a Della Valle e già il cuore palpita per Monty. Controsensi, ambiguità, o piuttosto misteri della razza superiore, difficile capire. Certo è che nelle nostre caverne si respira un’aria pesante e l’approssimarsi della disfatta non ci coglie impreparati grazie a Tremonti che, novello Mitridate, ci ha preparato all’arrivo dei cosacchi. Per tornare alle battutacce del Cav. una è particolarmente vera: “L’Italia è un paese di M...”. Praticamente un incubo, e ognuno ha i suoi. Berlusconi ha Tremonti, Manconi Scajola. Le lotte dissennate marchiate da ipotrofia cerebrale ricordano da vicino un vecchio detto: “Contro gli opposti estremismi avanti al centro”. Probabilmente l’interpretazione autentica della teoria Maja per il 2012.

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