cerca

Rendiconto che non torna

12 Ottobre 2011 alle 16:10

Non sarà facile rimediare alla bocciatura in Parlamento della legge sul Rendiconto generale dello Stato. Il marasma è totale, c’è poco da compiacersene, quandanche avessimo un nuovo governo e un nuovo Parlamento, non è che le cose cambierebbero. È la democrazia che viene malamente interpretata. È paradossale che trattando di problemi così seri per la sopravvivenza del paese, si cada in sceneggiate tanto ridicole mentre la nave fa acqua. Cosa si vuole? L’affondamento dell’Italia? No! Certamente no! Nessuno è tanto cretino da non immaginare una morte collettiva se la nave affondasse. E allora? Che significato ha votare contro il Rendiconto generale dello Stato? Si vuole la dipartita di Tremonti da ministro dell’Economia? E perché? Perché ha stretto i cordoni della borsa imponendo a tutti “lacrime e sangue”. Sarebbe un po’ come dire: “Muore Sansone con tutti i filistei”. Con linguaggio più moderno, adeguato ai tempi diremmo: “TAFAZZISMO”. Ormai è tempo che da Berlusconi si getti la spugna, è doloroso ed avvilente ma non c’è nulla da fare: “Le vase brisé” – La vase où meurt cette verveine / D’un coup d’eventail fu fêlé; / Le coup du éffleurer à peine, / Aucun bruit ne l’a rêlevé. / Mais la légère meurtrissure, / Mordant le cristaò chaque jour, / D’un marche invincibile et sûre / En a fait lentamente le tour.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi