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A proposito di S. Jobs

7 Ottobre 2011 alle 17:00

Come al solito non mancano i detrattori e i "puritani" dello sviluppo umano, come evidenziato (legittimamente) da alcuni commenti tipicamente italici raccolti sulla rubrica. Ma se L'Italia è arretrata, e in parte anche L'Europa, per quanto riguarda la New economy, lo si deve alla perenne diffidenza di ciò che è nuovo. Anteponendo sempre l'aspetto esistenziale delle persone e trascurando quanto hanno fatto in termini reali per migliorare il mondo. E' una sudditanza che si paga a caro prezzo: mentre ci domandiamo se è più importante l'uomo Jobs ( cosa francamente ininfluente per come e quanto ha fatto nella finanza e nella tecnologia)o le grandi intuizioni commerciali, i nostri figli o amici comprano a piene mani i prodotti della Apple, e non di qualche acerrimo e competente concorrente europeo. Soldi che "volano" in America e che accrescono il prestigio di tutte le aziende che operano nella New economy made in Usa. Invece di interrogarci con costanza maniacale sulla "idolatria"del marchio e di uno stile quasi di vita (fermo restando che quando si parla di Gucci, Bulgari, Prada, Armani, DG ecc. tutto ok perché stile italico o francese)dovremmo cercare di arrivare primi con argomenti seri e non: l'uva non è matura..... Jobs è stato un genio, come altri grandi personaggi della storia mondiale, e come tale va valutato. Come uomo.... neanche Napoleone era così buono e bello, ma ha cambiato la storia del mondo! I rivoluzionari hanno sempre qualcosa che infastidisce la...volpe.

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